Nata nel 1999, la comunità dei Musulmani della Liguria ha riunito, dal punto di vista organizzativo, tutti i centri islamici della Liguria, per rappresentare in unica voce e costituire un valido interlocutore verso l'esterno, cioè verso le istituzioni, gli enti, le associazioni e la gente in generale. La comunità ha come obiettivo primario di promuovere un mentalità multiculturale e multireligiosa, favorendo l'integrazione, la conoscenza, il rispetto reciproco e la convivenza pacifica. Per questo i suoi membri si adoperano participando a eventi e organizzandone altri, collaborando anche attivamente alla vita sociale delle città in ciu ci vivano...(islamliguria@gmail.com)

Minacce al portavoce islam
"Lascio l'incarico in comunità"

Alfredo Maiolese, ambasciatore degli islamici in città, denuncia intimidazioni da parte di "un esponente molto noto dei comitati antimoschea. Non è la prima volta. Sono deluso e amareggiato". E annuncia di abbandonare la carica pubblica

di DONATELLA ALFONSO (lhttp://genova.repubblica.it/)

"VATTENE Maiolese, te l'abbiamo detto tante volte di non venire qua. Un giorno di questi vi mettiamo le mani addosso, a te e alla Vincenzi". E' la mattina del 24 aprile, sabato scorso, e Alfredo Maiolese, portavoce della comunità islamica genovese, sta per entrare ai giardini di via Napoli dove si svolge la cerimonia commemorativa del 25 aprile alla quale, con la sindaco e l'Anpi, partecipano per la prima volta anche gli islamici.

L'aggressione verbale arriva da un esponente molto noto dei comitati antimoschea; ma c'è dell'altro. Maiolese viene a sapere che il giorno prima, in giro per il quartiere, qualcuno ha parlato di dargli una lezione; e tra chi l'ha schernito qualcuno aveva con sè un oggetto - un pesante tubo di silicone - che si poteva utilizzare come corpo contundente.

Un fatto inquietante, tanto che familiari e amici hanno deciso di accompagnarlo per garantire la sua incolumità, e anche le forze dell'ordine si sono allertate. Ma lui, ora, vuole clamorosamente lasciare il suo incarico di portavoce della Comunità, e sceglie la strada della denuncia pubblica piuttosto che quella giudiziaria.

"Sono andato lì per festeggiare la Festa della Liberazione e mi sentito prigioniero in casa mia", attacca. "Mi chiederanno di ripensarci, ma io ora sono preoccupato e ferito da quanto è accaduto, e voglio stare un po' con la mia famiglia, mia moglie, i miei genitori che sono anziani. Non è la prima volta che ricevo minacce, mi avevano anche detto "metteremo delle bombe quando ci sarà il primo mattone della moschea" ma poi si erano scusati... Però ora ci sono elementi di intolleranza sempre più forti. In questo paese, le parole sono più gravi ancora del possibile gesto ai danni miei e del sindaco Vincenzi. Bisogna fare qualcosa contro tutto questo. E come cittadino italiano sono deluso, offeso e amareggiato".

Perché, allora, non denunciare chi l'ha minacciato? "Al male si risponde con il bene. Mi preoccupa che un cristiano voglia fare del male ad un'altra persona che cerca, come me, solo il dialogo".

Massima solidarietà a Maiolese arriva intanto da palazzo Tursi, in primo luogo dall'assessore alla cultura Andrea Ranieri: "Lo invitiamo a ripensarci perché la vera Genova è una città aperta, democratica e tollerante e queste gravissime intimidazioni sono atti di una minoranza che non ne rappresentano la storia e la cultura" ha detto Ranieri. E il capogruppo Pd a Tursi, Marcello Danovaro, ha aggiunto: "Chi pensa di aggredire e minacciare, non può essere interlocutore dell'amministrazione"

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