Nata nel 1999, la comunità dei Musulmani della Liguria ha riunito, dal punto di vista organizzativo, tutti i centri islamici della Liguria, per rappresentare in unica voce e costituire un valido interlocutore verso l'esterno, cioè verso le istituzioni, gli enti, le associazioni e la gente in generale. La comunità ha come obiettivo primario di promuovere un mentalità multiculturale e multireligiosa, favorendo l'integrazione, la conoscenza, il rispetto reciproco e la convivenza pacifica. Per questo i suoi membri si adoperano participando a eventi e organizzandone altri, collaborando anche attivamente alla vita sociale delle città in ciu ci vivano...(islamliguria@gmail.com)

MOSCHEA SANREMO

Sanremo (IM): alcuni piacevoli momenti durante la giornata dedicata a Dawaa, spiritualità e attività culturali, organizzata dalla moschea di Sanremo insieme a GMI  sanremesi, presso villa Ormond.

SAVONA:Il Comune cerca spazi per ospitare una moschea

  SAVONA
SAVONA
02.03.2013 - DIBATTITO L'8 MARZO

Il Comune cerca spazi per ospitare 
una moschea



La sede di via Aglietto non basta per accogliere tutti i fedeli

MICHELE COSTANTINI
All'ordine del giorno della Commissione consiliare di studio sulle problematiche dell'immigrazione, che si riunirà l'8 marzo, si discuterà anche della moschea di Savona. All'incontro sarà presente anche Zahoor Zargar presidente della comunità islamica della Liguria.

«La sede del centro culturale islamico di via Aglietto - precisa il consigliere comunale Reginaldo Vignola, presidente della Commissione immigrazione - non basta più a contenere i fedeli, costretti a pregare sul marciapiede e parte della strada, sarà quindi discussa in commissione l'individuazione di uno spazio più grande da ricercarsi in città».
Più volte la comunità musulmana savonese ha chiesto un locale più ampio di via Aglietto, anche in considerazione che il centro islamico è un punto di richiamo per i musulmani dell'intero comprensorio da Vado Ligure a Varazze. Nell'incontro dell'8 marzo in Comune, saranno quindi valutate alcune ipotesi di nuovi locali da sottoporre al parere dei rappresentanti della comunità musulmana savonese.
La richiesta di una nuova sede più grande dell'attuale di via Aglietto non è solo motivata dalle diverse provenienze della popolazione islamica, ma anche dall'aumento di famiglie miste e dai giovani nati in Italia da genitori islamici.


Genova avrà una moschea

http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20120402_video_19111051.shtml
VIDEO:

Genova avrà una moschea: la promessa del candidato Marco Doria

L'aspirante sindaco del centrosinistra presenta il programma

Milano, (TMNews) - "Genova avrà una moschea degna di questo 
nome. Impegno dell'amministrazione è quello di farlo nei tempi 
più rapidi".Almeno nelle intenzioni Marco Doria, candidato sindaco 
di Genova del centro-sinistra, è fermo: nel capoluogo ligure, se 
dovesse essere eletto,verrà costruito un luogo di culto per i 
musulmani. L'annuncio durante la presentazione del suo 
programma elettorale in vista delle amministrative del 6 e 7 maggio.
"Sono venti anni che viene negato ai musulmani un 
diritto sancito dalla Costituzione: il diritto di culto. Diritto che deve 
essere esercitato in un luogo dignitoso. E' un segno di civiltà".

MOSCHEA - GENOVA


COMUNICATO STAMPA

In data 18-3-2012, si sono riuniti in seduta straordinaria i rappresentanti di tutte le moschee e centri culturali islamici della Liguria presso la moschea di Sampierdarena per discutere il Progetto della Moschea di Genova.
In questo momento decisivo, i centri, all’unanimità, fanno appello a tutti i partiti, in particolare a Italia dei Valori che ha ancora delle perplessità, perché non si oppongano a una grande scelta di civiltà che, oltre a garantire il diritto di culto, permetterà il recupero di una zona che ne ha grande bisogno. Se  la Convenzione non arriverà in aula nei primissimi giorni della settimana, sarà una sconfitta del Consiglio comunale tutto, si ritornerà indietro di anni e Genova avrà perso anche una grande occasione di sviluppo.
Infatti, chi avrà il coraggio di dare a Genova una grande e bella moschea, passerà alla storia: per la liberalità, la tolleranza, la giustizia, la civiltà, la multiculturalità e, non ultimo, per l’interesse turistico-economico che la moschea offrirebbe. 
In tempo di crisi, forse non è sbagliato pensare anche all’aspetto che potrebbe offrire nuove occasioni di lavoro alla città, senza toglierle nulla. Persino gli illuministi avevano capito che la persecuzione religiosa non era redditizia perché toglieva contribuenti allo stato! Qui, certo, non si tratta di persecuzione ma di rispetto dei diritti di persone che lavorano e producono reddito.  Lo faranno con maggiore gioia e fedeltà vedendo i loro diritti, la loro fede, rispettati; il centro poi sarà un riferimento culturale per tutta la cittadinanza e un abbellimento del quartiere. Ridiscutere la questione del luogo, già tanto discussa, non è più fruttuoso: non sono stati i musulmani a non voler costruire a Cornigliano ma essi si sono allineati civilmente alle richieste e hanno accettato lo scambio proposto loro.
Ritornare indietro non è mai presagio di progresso né di benessere e la collettività, a partire da quella del Lagaccio, ha tutto da guadagnare da questa meravigliosa impresa.

Eid Mubarak - عيد مبارك

AID AL ADHA

Questa storia ha inizio in un tempo lontano, quando il Profeta Abramo, ormai giunto in tarda età, pregò Allah di concedergli il tanto desiderato figlio, in modo da perpetuare la sua generazione. 
Allah esaudì il suo desiderio e Abramo, ottantaseienne, diventò padre di Ismaele.
Quando il bambino compì sette anni, Abramo sognò che Allah gli ordinava di sacrificare suo figlio. E' facile immaginare il dolore di un padre di fronte ad una richiesta del genere, tanto più che si trattava del suo tanto atteso primogenito, ma Abramo decise in cuor suo di obbedire alla volontà di Dio. Aspettò che  il ragazzo crescesse, poi un giorno, visto che il momento era arrivato, Abramo chiese al figlio di prendere un coltello e di seguirlo nella valle per raccogliere la legna. Strada facendo  rivelò la sua intenzione ad Ismaele il quale rispose: «Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato». 
Ma mentre Abramo  stava per eseguire l'ordine, Allah fermò la sua mano sostituendo ad Ismaele un montone. Il profeta divenne così esempio di obbedienza e sacrificio dell’uomo alla volontà di Dio.
In ricordo di ciò,ogni anno i musulmani celebrano la festa di ‘Aid al-Adha” la quale segna anche la fine del pellegrinaggio alla Mecca.
Chiamata anche “ festa del Sacrificio” o "festa grande" ( Aid al-Kabir) ricade nel decimo giorno del mese di dhu ‘l-hijja, circa 70 giorni dopo  l' Aid al-Fitr (o Aid al-Saghir), l’altra importante festa islamica che segna il termine del mese di Ramadan.
Nel giorno di Aid al-Adha, ogni famiglia che ne abbia i mezzi sacrifica un animale  che deve essere fisicamente integro, adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide , negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone (fino a sette) e sarà poi consumato in parti uguali dalla famiglia, dagli amici e dai poveri.  
Le feste islamiche hanno un preciso significato spirituale, quindi esse vanno celebrate in primo luogo rendendo culto al Signore.L’Aid al- Adha inizia con una preghiera comune particolare cantata all’alba del primo giorno di festa nella moschea, in cui partecipano uomini e donne e spesso i bambini che, per l’occasione altamente festiva, usano indossare i loro migliori abiti. 
E' molto importante trascorrere le feste con parenti ed amici, visitando, se e' possibile, anche coloro che sono lontani, poiché ciò aiuta a rinsaldare i vincoli familiari ed affettivi, esigenza sempre molto sentita in ambito islamico. Di solito, durante queste festività, i musulmani decorano le proprie case con festoni,ghirlande e luci colorate, e fanno regali ai propri bambini.

PER IL BENE DEI NOSTRI FIGLI / il X incontro annuale/DOMENICA 22aprile2011

المراكز الثقافیة الإسلامیة في
بالتعاون مع
الجالیة الإسلامیة في لیڭوریا
تنظم
اللقاء السنوي العاشر
2011/05/ وذلك في یوم الأحد الموافق 22
اللقاء سیفتتح على الساعة 10:00 بأنشطة خاصة لشباب
من الساعة 13:30 تناول الغداء بالكسكس
و سیستمر اللقاء من الساعة 15:00 بأنشطة للجمیع
ضیوف اللقاء :
سھیر كتخدا (أم عبد الله) : رئیسة جمعیة النساء المسلمات في إطالیا
د. یوسف السباعي: عضو الجمعیة الإسلامیة بماصا كرارا
د. زھور أحمد زرجر: رئیس الجالیة الإسلامیة في لیڭوریا
www.islam-online.it مدیر الموق : Piccardo حمزة
د. نزھة الوافي : من البرلمان المغربي
مجموعة الفتح : أناشید دینیة من كومو
Sassuolo مجموعة "مسرح الحیاة" من
مع مشاركة السلطات المحلیة
Zenit أنشطة للأطفال مع جمعیة

Minacce al portavoce islam
"Lascio l'incarico in comunità"

Alfredo Maiolese, ambasciatore degli islamici in città, denuncia intimidazioni da parte di "un esponente molto noto dei comitati antimoschea. Non è la prima volta. Sono deluso e amareggiato". E annuncia di abbandonare la carica pubblica

di DONATELLA ALFONSO (lhttp://genova.repubblica.it/)

"VATTENE Maiolese, te l'abbiamo detto tante volte di non venire qua. Un giorno di questi vi mettiamo le mani addosso, a te e alla Vincenzi". E' la mattina del 24 aprile, sabato scorso, e Alfredo Maiolese, portavoce della comunità islamica genovese, sta per entrare ai giardini di via Napoli dove si svolge la cerimonia commemorativa del 25 aprile alla quale, con la sindaco e l'Anpi, partecipano per la prima volta anche gli islamici.

L'aggressione verbale arriva da un esponente molto noto dei comitati antimoschea; ma c'è dell'altro. Maiolese viene a sapere che il giorno prima, in giro per il quartiere, qualcuno ha parlato di dargli una lezione; e tra chi l'ha schernito qualcuno aveva con sè un oggetto - un pesante tubo di silicone - che si poteva utilizzare come corpo contundente.

Un fatto inquietante, tanto che familiari e amici hanno deciso di accompagnarlo per garantire la sua incolumità, e anche le forze dell'ordine si sono allertate. Ma lui, ora, vuole clamorosamente lasciare il suo incarico di portavoce della Comunità, e sceglie la strada della denuncia pubblica piuttosto che quella giudiziaria.

"Sono andato lì per festeggiare la Festa della Liberazione e mi sentito prigioniero in casa mia", attacca. "Mi chiederanno di ripensarci, ma io ora sono preoccupato e ferito da quanto è accaduto, e voglio stare un po' con la mia famiglia, mia moglie, i miei genitori che sono anziani. Non è la prima volta che ricevo minacce, mi avevano anche detto "metteremo delle bombe quando ci sarà il primo mattone della moschea" ma poi si erano scusati... Però ora ci sono elementi di intolleranza sempre più forti. In questo paese, le parole sono più gravi ancora del possibile gesto ai danni miei e del sindaco Vincenzi. Bisogna fare qualcosa contro tutto questo. E come cittadino italiano sono deluso, offeso e amareggiato".

Perché, allora, non denunciare chi l'ha minacciato? "Al male si risponde con il bene. Mi preoccupa che un cristiano voglia fare del male ad un'altra persona che cerca, come me, solo il dialogo".

Massima solidarietà a Maiolese arriva intanto da palazzo Tursi, in primo luogo dall'assessore alla cultura Andrea Ranieri: "Lo invitiamo a ripensarci perché la vera Genova è una città aperta, democratica e tollerante e queste gravissime intimidazioni sono atti di una minoranza che non ne rappresentano la storia e la cultura" ha detto Ranieri. E il capogruppo Pd a Tursi, Marcello Danovaro, ha aggiunto: "Chi pensa di aggredire e minacciare, non può essere interlocutore dell'amministrazione"

--------------------------------------------------------------------------------